Competenze, innovazione e futuro: la formazione come leva della bilateralità per il sistema artigiano piemontese

La formazione si conferma  leva strategica fondamentale per accompagnare l’evoluzione del sistema artigiano piemontese, ma oggi più che mai emerge come elemento centrale di un modello più ampio: quello della bilateralità, intesa non solo come supporto alle imprese, ma come strumento condiviso di sviluppo per lavoratori, comunità e territori.

È questo il quadro che emerge dall’incontro promosso da Fondartigianato – Articolazione Regionale Piemonte, dedicato al progetto “Formazione per il lavoro artigiano Piemonte. Valutare per il cambiamento”. Al centro dei lavori, la presentazione dei risultati dell’attività di monitoraggio realizzata dall’Università degli Studi di Torino, che ha analizzato l’impatto delle politiche formative sul sistema artigiano regionale. Dallo studio emerge con chiarezza come la formazione rappresenti un fattore determinante non solo per la crescita delle imprese, ma per il rafforzamento complessivo dell’ecosistema artigiano. In questa prospettiva, la bilateralità assume un ruolo strategico: non più solo leva per l’aggiornamento tecnico, ma infrastruttura sociale capace di sostenere innovazione, qualità del lavoro e coesione.

La formazione diventa così uno spazio condiviso in cui si incontrano esigenze produttive e diritti dei lavoratori, sviluppo economico e benessere sociale. Un ambito in cui si costruiscono competenze non solo tecniche, ma anche trasversali – digitali, organizzative e gestionali – indispensabili oggi per affrontare le trasformazioni del mercato.

L’analisi evidenzia inoltre alcune criticità strutturali, in particolare per le micro e piccole imprese, che incontrano difficoltà nell’accesso alla formazione a causa di vincoli organizzativi, risorse limitate e tempi ristretti. In questo contesto, il sistema bilaterale è chiamato a rafforzare modelli formativi più inclusivi e realmente accessibili, capaci di raggiungere anche i lavoratori più fragili e le realtà meno strutturate.

Particolare rilievo assume il tema del passaggio generazionale, dove la formazione – sostenuta dagli strumenti della bilateralità – si configura come leva fondamentale per favorire la trasmissione delle competenze, accompagnare i cambiamenti organizzativi e rendere il settore artigiano più attrattivo per le nuove generazioni. Allo stesso tempo, emerge con forza il ruolo della formazione continua come strumento di accompagnamento nelle transizioni lavorative, in stretta connessione con gli strumenti di sostegno al reddito e di tutela, in un’ottica integrata che rappresenta uno degli elementi distintivi del modello bilaterale.

Tra i partecipanti all’incontro Antonella Pinzauti (Fondartigianato), Stefano Di Niola (EBNA–FSBA), Giorgio Felici (Confartigianato Imprese Piemonte), Giovanni Genovesio (CNA Piemonte), Paolo Mignone (Casartigiani Piemonte), Anna Maria Poggio (CGIL Piemonte), Massimiliano Campana (CISL Piemonte) e Patrizia Vario (UIL Piemonte), è stata ribadita la necessità di un approccio sempre più condiviso e integrato. Un approccio che veda nella bilateralità non solo uno strumento di gestione, ma un vero e proprio motore di sviluppo territoriale, capace di connettere formazione, lavoro, welfare e competitività.

Dall’incontro emerge quindi una priorità condivisa: rendere la formazione uno strumento sempre più concreto, accessibile e capace di incidere realmente sulla qualità del lavoro e sulla competitività del sistema artigiano. Su queste basi, come ha sottolineato Adelio Ferrari, Presidente Ebap nelle conclusioni, è necessario programmare il futuro della categoria, rafforzando il ruolo della bilateralità come pilastro di un modello di sviluppo più equo, inclusivo e sostenibile.

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